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Quaderni delle Valli Stura e Orba


Simone Repetto (a cura di), Badia di Tiglieto 1120-2001... la storia ricomincia, Quaderni delle Valli Stura e Orba n. 3, Ovada-Campoligure 2001, 232 pp
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La terza edizione dei Quaderni delle Valli Stura e Orba si arricchisce di un’opera importante, di un significativo approfondimento delle tematiche culturali, storiche, architettoniche che restituiscono a tutti noi passi importanti della nostra stessa identità.
Un’iniziativa editoriale che ha impegnato molto i nostri collaboratori, il cui impegno e dedizione sia dal punto di vista storico - letterario, che architettonico - scientifico, che religioso ha consentito in breve tempo di concretizzare e ricostruire le vicende relative alla Badia di Tiglieto i cui segni, a otto secoli di distanza, si possono cogliere ancora oggi e con essi il fascino certi versi misterioso dell’ordine benedettino, della rapida ascesa e altrettanto rapida caduta del monachesimo cistercense.
Di questo impegno la Comunità Montana Valli Stura e Orba ha voluto fortemente farsi il più possibile interprete, proprio per non disperdere il lavoro importante fin qui compiuto con la collana dei “Quaderni”, dando continuità ad un patrimonio di studi, di ricerca, di recupero delle nostre radici in un quadro di omogeneità con i compiti anche istituzionali del ns. Ente, che deve guardare alla montagna come risorsa da salvaguardare non solo nei suoi aspetti ambientali e produttivi, ma anche in quelli culturali.
La Comunità Montana Valli Stura e Orba ha voluto anche con quest’opera definire itinerari storici e artistici che possano “riscoprire” il territorio attraverso una lettura partecipata, assieme ai loro abitanti, affrontando quindi il problema dello sviluppo culturale , umano, sociale, secondo criteri di progettazione partecipata, approccio “dal basso” , valorizzazione dell’identità delle, tradizioni, dei patrimonio naturalistico, storico, architettonico.
Il risultato conseguito mi pare di notevole spessore e va al di là di quanto auspicato, fa rivivere miti, spiritualità, sentimenti, vicende storiche spesso rappresentate come testimonianza importante per il contributo di conoscenze che porta, in particolare a quanti fanno riferimento alla montagna come risorsa umana, affiancandosi in questo a coloro che tuttora la presidiano e la fanno vivere.
La “Badia” quindi vista non soltanto nelle sue valenze storiche e artistiche, ma anche in rapporto con “il paese Tiglieto”, con il territorio che lo circonda.
Un’opera quindi che assolve pienamente al suo compito e che nell’illustrare il periodo storico in cui l’Abbazia è sorta, si è sviluppata e ha avuto il suo declino, propone passaggi storico medievali, ricerche scientifico - archeologiche, riflessioni spirituali - religiose che nulla lasciano al caso e che rappresentano un’articolata analisi del mondo che fu e che hanno contribuito non poco a formare il corso dei secoli e della nostra stessa storia.
Di questo siamo sinceramente grati agli Autori del testo che hanno lavorato con esclusiva opera di volontariato, con intensità , passione, impegno e una dedizione che credo debbano essere sinceramente e giustamente rimarcati.
Così come devono essere elogiati i Coordinatori e membri della redazione che, passo dopo passo, hanno seguito le varie fasi dell’opera, nonché tutti coloro che, a diverso titolo, hanno collaborato proficuamente alla sua realizzazione.
Un ringraziamento particolare va rivolto alla Presidente della Provincia di Genova Marta Vincenzi che, accettando di scrivere la prefazione, ci ha fatto un grande regalo e un grande onore.
Ringraziamento peraltro che va esteso all’intera Amm.ne Prov.le, un Ente che ha scommesso e investito più degli altri sul recupero funzionale dell’Abbazia Cistercense di Tiglieto permettendo così di risvegliare l’interesse, in tutte le sue varie articolazioni, sulla “Badia” riconducendo il “bene” come oggetto di recupero e di interventi conservativi al contesto ambientale e culturale che lo ha espresso (e su cui con il presente testo se ne possono leggere con chiarezza e semplicità le vicende) , secondo una visione globale con programmi ben precisi e finalizzati che ha consentito la riscoperta e la riappropriazione di una struttura e di un’area altrimenti perduta.


Il Presidente della Comunità Montana delle Valli Stura e Orba
Antonio Oliveri