Marcello Venturi (1925- 2008)

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Scrittore

Marcello Venturi è uno dei più conosciuti scrittori italiani della seconda metà del Novecento: nacque il 21 Aprile 1925 a Saravezza , piccolo centro dell’Appennino Tosco-ligure, ove il padre prestava servizio nella locale stazione ferroviaria. Territorio al quale rimase legato ed in cui ambientò numerosi racconti.

A 18 anni aderì alla Resistenza che gli ispirò numerose opere giovanili. Basti ricordare il premio ottenuto a pari merito con Italo Calvino a Genova per una serie di racconti inediti di ambientazione resistenziale.

Nel mondo del lavoro Venturi alternò l’attività letteraria con quella di giornalista presso “L’Unità” e presso la casa editrice Feltrinelli di cui diresse la nota collana “Universale Economica”.

Nel 1957 lasciò il P.C.I. per dissensi con la linea del Partito e nel 1960 sposò la scrittrice Camilla nipote del marchese Giuseppe Salvago Raggi, diplomatico noto per essere stato anche governatore dell’Eritrea negli anni 1907/1915.

Contestualmente iniziò a scrivere una serie di romanzi, di cui il più conosciuto è tuttora “Bandiera bianca a Cefalonia” (Feltrinelli 1960): l’opera portò all’attenzione generale l’eccidio compiuto dalle truppe tedesche nei confronti della Divisione “Acqui” che presidiava tale isola e l’arcipelago ionico l’8 settembre 1943.

Alcune sue opere sono dedicate agli anni in cui visse a Campale (Molare) ove ebbe modo di conoscere l’ambiente contadino dell’Alto Monferrato, come “Il padrone dell’agricola” (Rizzoli 1979) e “Sconfitti sul campo” (Rizzoli 1982).

Durante la sua permanenza a Campale prese spesso parte alla vita dell’Accademia Urbense della quale ricoprì la carica di Presidente nei primi anni Settanta. Venturi si spense a Campale il 21 Aprile 2008.