Quadreria 

dell’Accademia Urbense “Nino Natale Proto”

Introduzione alla Quadreria, di Remo Alloisio

La mostra allestita, col patrocinio del Comune di Ovada, nel pieno centro storico della città, la Loggia San Sebastiano, celebra un evento: i cinquant’anni di fondazione dell’Accademia Urbense.
Il 1 dicembre 1957, a Ovada, in casa del dottor Eraldo Ighina si riunì un gruppo di amici per istituire un Circolo Artistico-Culturale che prese il nome di Accademia Urbense, conformemente all’Accademia Urbense fondata nel 1783 da Ignazio Benedetto Buffa.
Tentare un racconto dell’attività cinquantennale svolta dall’Accademia è l’intenzione di questa mostra che coinvolge non solo Ovada ma anche paesi vicini e aree di omogeneità culturale e storica. Attività sostenuta da un parallelo e intenso lavoro editoriale, in primo luogo con l’apprezzata rivista “Urbs” e poi con le numerose opere di carattere storico, scientifico, artistico e letterario edite dall’Istituzione ovadese.
La mostra è, quindi, un’ottima occasione per riflettere sulla nostra eredità culturale che non deve essere passivamente conservata ma da tutti vissuta col desiderio di conoscerla, il piacere di usarla e perfezionarla con le opportunità del presente.
L’Art. 2 dello Statuto dell’Accademia elenca alcuni punti e una lunga serie di paragrafi (a-g) che rappresentano l’insieme delle norme fondamentali della nostra attività. Utopia, coraggio, passione, sono componenti essenziali per aiutare il nostro Paese a essere sempre più civile e sempre più consapevole del suo territorio, della sua storia, delle sue antiche tradizioni.
In questi tempi di discussione sul patrimonio culturale, emerge il concetto di “ Patrimonio latente” che non è meno interessante e prezioso del patrimonio evidente. Scrive Salvatore Settis : “Patrimonio latente” è quello che abbiamo senza sapere di averlo: sono immobili più volte rimaneggiati che celano in una sala le colonne di un chiostro, sotto un intonaco preziosi affreschi ; sono quadri che a un occhio più vigile, a un riscontro inventariale, a un attento restauro rivelano la mano di un grande pittore. Sono monumenti e oggetti di ogni sorta, dimenticati o in deposito, che solo dopo una precisa classificazione trovano il loro giusto valore. In tutti questi casi (e in Italia accade ogni giorno), l’indagine conoscitiva non ha solo un valore scientifico e culturale, ma anche una ricaduta economica immediata che sarebbe stolto e colpevole ignorare”.
Si trovano dunque, in chiese, castelli e case private, frammenti di un passato che si può ancora recuperare, conoscere, visitare.
Personalmente, a conferma di quanto asserisce Settis, ricordo l’attribuzione a Domenico Fiasella (il Sarzana) della Crocifissione, pala dell’altare di San Defendente nella parrocchiale di Belforte Monferrato. La straordinaria avventura che ho vissuto e condiviso con il compianto amico Franco Resecco è raccontata nel n° 2 di aprile-giugno 1988 della nostra rivista “Urbs”. L’attribuzione della Crocifissione al Sarzana venne, in seguito, confermata dal prof. Franco Renzo Pesenti, studioso ed esperto della pittura ligure del Seicento.
Riconosciuta l’importanza del patrimonio latente accanto a quello visibile, è vitale intendere il ruolo della ricerca, l’acquisizione di conoscenze che comporta, e dare il debito riconoscimento istituzionale e di bilancio alle strutture di tutela fortemente legate al territorio. La tutela, infatti, non è esercizio di passivo servizio di custodia e sorveglianza, ma è finalizzata (lo dice la Costituzione) alla ricerca e alla fruizione da parte dei cittadini.
Nella sede di Piazza Cereseto, accanto alla consistenza dei beni patrimoniali culturali, storici, documentari, librari e archivistici, che sono la migliore eredità del passato, vi sono beni artistici frutto di donazioni e acquisizioni avvenute nel tempo. Sono dipinti, disegni, opere grafiche e sculture, diversi tra loro, per situazione cronologica, per cultura, per interessi e individualità stilistica. Tutti beni di una certa importanza che, per ovvie ragioni, vengono presentati in questa rassegna in numero limitato.
Le opere presenti sono formalizzate in schede, che costituiscono l’esempio di un futuro censimento di tutto il materiale artistico dell’Accademia certamente degno di un corretto ordine anagrafico.

Opere

Alberto Helios Gagliardo, Opere

Alberto Helios Gagliardo, Opere

Chiude la nostra selezione Alberto Helios Gagliardo (Genova 1893- 1987), illustre pittore e incisore ligure, con un nucleo di sei opere che fanno parte del cospicuo lascito di Natale Proto all’Accademia Urbense: Colombo avvista la terra, olio su tela di cm. 151x102...

Franco Resecco, Ritratto del poeta Colombo Gaione

Franco Resecco, Ritratto del poeta Colombo Gaione

Il professor Emilio Costa nella presentazione dell’esauriente testo sulla poesia dialettale di Colombo Gaione, Antologia ovadese- poesia e canzoni scelte edito dall’Accademia Urbense nel 1963, scrive : “Il motivo vitale del suo canto è la realtà degli affetti umani...

Antonio Mancini, Figura femminile

Antonio Mancini, Figura femminile

Il disegno a carboncino Figura femminile di cm. 31x24 di Antonio Mancini, per l’espressività, per le parti chiaroscurali e per il vigore del segno, coerente con l’anima inquieta e con la poetica dell’artista, può essere collocabile nella corrente estetica...

Cesare Viazzi, Autoritratto

Cesare Viazzi, Autoritratto

Cesare Viazzi, nato ad Alessandria il 15 giugno 1857, si formò all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di illustri maestri quali Andrea Gastaldi e Antonio Fontanesi, poi si perfezionò a Roma e quindi a Genova, città in cui si stabilì nel 1893 ottenendo la...

Fausto Bima, Autoritratto

Fausto Bima, Autoritratto

Mentre osservavo con intenso interesse la serie di autoritratti della Pinacoteca dell’Accademia Urbense, fui attratto dal volto di Fausto Bima. Quello sguardo e quella pittura dai contorni nitidi, suscitarono un incredibile insieme di ricordi e sensazioni, archiviati...

Natale Proto, Autoritratto

Natale Proto, Autoritratto

Dipingere un autoritratto può dipendere da una scelta che va ben oltre la determinazione del gusto e del puro esercizio plastico. L’Autoritratto del 1958 di Natale Proto, tecnica mista di cm. 50X75, può essere definito di tipo “fisiognomico” in cui l’immagine riveste...

Ezio Parrini, Autoritratto

Ezio Parrini, Autoritratto

Del pittore Ezio Parrini, vincitore nel 1957 del primo premio Citta’ di Ovada, l’Accademia Urbense custodisce l’Autoritratto, olio di cm. 68x48, datato 1940. Nato a Milano il 12 luglio 1906 il Parrini frequentò da ragazzo i primi corsi della scuola d’Arte di Brera....

Nicolò Barabino, Madonna dell’Olivo

Nicolò Barabino, Madonna dell’Olivo

Di Nicolò Barabino (Sampierdarena-Genova 1832- Firenze 1891) viene presentato il bozzetto per la Madonna dell’Olivo, tela che nel 1887 fu esposta alla Mostra Nazionale di Belle Arti di Venezia. L’opera compiuta raffigurava la Madonna contornata da rami d’ulivo con il...

Ignazio Tosi, San Paolo della Croce

Ignazio Tosi, San Paolo della Croce

Stabilmente collocato nella sala delle riunioni dell’Accademia si trova il quadro ad olio di cm.100X75 dipinto da Ignazio Tosi, raffigurante San Paolo della Croce nell’atto di vergare le “Regole” della Congregazione dei Passionisti da lui fondata e approvata da...

Michele Oddini, Ovada verso la metà del secolo XIX

Michele Oddini, Ovada verso la metà del secolo XIX

Apre la selezione l’opera di Michele Oddini Ovada verso la metà del secolo XIX, olio su tela di cm. 85 x 110. La copertina della rivista “Urbs” del n° 1 di gennaio-marzo 1988 riproduce il quadro e nel numero successivo di “Urbs”, in un suo articolo, Giorgio Oddini...

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15076, Ovada (AL)

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