Il professor Emilio Costa nella presentazione dell’esauriente testo sulla poesia dialettale di Colombo Gaione, Antologia ovadese- poesia e canzoni scelte edito dall’Accademia Urbense nel 1963, scrive : “Il motivo vitale del suo canto è la realtà degli affetti umani sollevati in una sfera di sogno… Poesia di paesaggi, di profili, che nei suoi aspetti dionisiaci racchiude il senso e il godimento del reale”. Da queste acute osservazioni riusciamo a comprendere perché oggi il pensiero linguistico tende a rivalutare l’importanza della lingua dialettale nella genesi delle strutture mentali, culturali ed etniche di una comunità. Ogni lingua corrisponde ad una organizzazione particolare dei dati dell’esperienza. L’acquisizione di un dialetto e quindi di una lingua, presuppone la familiarizzazione con un nuovo sistema semantico e, di riflesso, con un nuovo modo di pensare e di sentire. Ciascuno è legato, in certa misura, alla sua lingua materna. Piacevole, oltrechè istruttivo è rileggere quel concentrato di saggezza che sono le poesie di Gaione su Niappe, in cui vengono rievocati episodi di vita vissuta di questo contadino-filosofo, di indole semplice e buona. Esilarante è l’avventura di Niappe descritta nel brano intitolato “Curiosità”, in cui si manifesta l’arguzia del poeta : A soun muntà ai puncèin d’in figu per mirè an cà d’in amigu (i mè oeugi i soun curiuxi d’mete u nasu an cà di spuxi) Ciù ‘i s’abràsu, ciù a’ sloungu ei colu… ‘a sparnisu in figu molu… Propi ant’ ei mumèintu boun Crach! us m’è rutu u ramoun ! Franco Resecco nel bel Ricordo di Colombo Gaione, pubblicato nel primo numero di Urbs del 1986, individua in alcune evocazioni liriche “la vera dimensione poetica” di Colombo Gaione. Nella stessa pagina è riprodotto il Ritratto del poeta Colombo Gaione, disegno a carboncino di cm. 75X54, firmato in basso a destra F. Resecco e datato 23/2/1971, donato dall’autore all’Accademia Urbense. Franco Resecco (Ovada 1920-2007) è stato un amico, un poeta e un artista che con le sue rime i suoi dipinti e i suoi disegni ha rispecchiato i sentimenti degli ovadesi che amano la loro città nei suoi colori e nel suo spirito. La sua ricerca artistica fu impegnata ad approfondire non solo problemi di colore ma anche problemi di forma, specialmente nei disegni il cui tratto chiaroscurale, nell’alternanza di luci e di ombre si presenta costruttivo e in alcuni ritratti, come nel nostro, soffuso di lirica delicatezza. Franco Resecco aveva imparato a “pensare con la matita in mano” e in ogni suo ritratto esprime un’anima e ritroviamo in esso ciò che Simmel chiama l’“unità di un volto”, cioè l’uniforme distribuzione della vivacità dei tratti, la sensazione del loro cooperare, il loro condizionamento reciproco.
Franco Resecco, Ritratto del poeta Colombo Gaione
Archivio Quadreria
