URBS
“URBS silva et flumen”
URBS nel XXV anno di pubblicazione
URBS, come la chiamiamo noi, ovvero “URBS silva et flumen”, come risulta dal registro nazionale del periodici, entra nel suo XXV anno di pubblicazione e la raccolta degli indici, così scarni ed essenziali, sono la migliore testimonianza del lavoro appassionato che ha segnato questo periodo vissuto dalla redazione all’insegna del tentativo costante di migliorare la pubblicazione sia sul piano dei contenuti sia nella veste grafica.
Gli anniversari hanno il compito di rimarcare il tempo che passa e sono un implicito invito a tracciare un bilancio delle cose fatte, delle cose da fare e dello stato di salute del festeggiato; questa ricorrenza non fa eccezione.
Se quindi volgiamo lo sguardo a venticinque anni fa costatiamo come quel primo numero della rivista “URBS silva et flumen”, uscito nell’autunno del 1986 (16 pagine di colore blu), non fu un fatto isolato. Da allora, ininterrottamente, i numeri si sono succeduti gli uni agli altri sino ad oggi (67 a fine 2011, per un totale di 3452 pagine e 860 articoli) aumentando in numero di pagine (ultimamente ci siamo attestati sulle 264 annue, delle quali, sei per ogni numero e la copertina sono a colori), nella varietà degli argomenti trattati e nell’autorevolezza dei collaboratori, cosa che la porta ad essere accreditata anche negli ambienti istituzionali della cultura: le Università, le Biblioteche, le Soprintendenze. Le ricerche che vi compaiono, infatti, finiscono per svolgere un lavoro di supplenza nei confronti delle istituzioni culturali, troppo impegnate ad occuparsi delle capitali (Torino e Genova) per interessarsi ai nostri territori di confine come l’Ovadese o più in generale l’Oltregiogo e l’Alto Monferrato.
Ma la pubblicazione è fatta principalmente per gli appassionati di storia e per chi è curioso di conoscere il proprio territorio apprezza URBS perché la rivista non ha dimenticato che fra i suoi compiti vi è quello della divulgazione, compito che anche la grafica piacevole aiuta a svolgere. Detto questo non va dimenticato che i risultati ottenuti in questo settore sono dovuti in buona parte al fatto che ormai da anni l’impaginazione della rivista è fatta dalla redazione stessa, il che consente di tener bassi i costi.
Di pari passo hanno progredito le strutture di cui ci siamo dotati per facilitare il lavoro dei nostri collaboratori: la biblioteca, che avevamo pensato come supporto naturale al lavoro dei ricercatori. che ora si approssima ai 10. 000 titoli fra articoli e monografie, ragion per cui, mentre ci vantiamo di non trascurare anche il più modesto opuscolo sull’Ovadese, iniziamo a doverci porre problemi di spazio. Dovremmo parlare anche l’Archivio “Monferrato” che in questi anni è ulteriormente cresciuto, ma ci porterebbe lontano …
Tante le persone da ringraziare dagli autori, agli sponsor a cui riserveremo un grazie particolare per il sostegno ricevuto in tanti anni, ma soprattutto alla redazione che in questi anni ha visto qualche nome cambiare ma è rimasta praticamente immutata. Una citazione particolare a Giacomo Gastaldo che oltre ad occuparsi della stampa della rivista ha maturato conoscenze sul trattamento delle immagini e Renato Gastaldo che ha messo al nostro servizio il suo talento di fotografo. Un abbraccio infine a Paolo Bavazzano che con me segue tutti i numeri uno per uno.
Alessandro Laguzzi
Archivio URBS
Grazie al lavoro di Giacomo Gastaldo e Ivo Gaggero tutti i numeri di URBS, dal primo del settembre 1986 fino a tutto il 2024, sono consultabili online in formato pdf. 125 numeri, più di 8000 pagine (2,50 GB).
Nasce così l’Archivio URBS: è la nostra storia, con le ricerche dei nostri redattori e dei collaboratori che hanno lavorato con noi in tutti questi anni. Alcuni, purtroppo, non sono più tra noi, ma il loro lavoro rivive attraverso queste pagine. Un lavoro di quasi quarant’anni che, pensiamo e speriamo, abbia contribuito e contribuisca a far conoscere meglio, attraverso documenti, studi e ricerche pubblicati sulla nostra rivista, la storia di Ovada e dell’Ovadese. Storie e vicende che il più delle volte si intrecciano con quelle italiane ed europee.
Vi auguriamo così una buona lettura, nella speranza che tutto questo sia d’aiuto al raggiungimento delle finalità dell’Accademia Urbense, editrice di Urbs, che sono di accrescere la conoscenza della storia del nostro territorio e il ricordo dei suoi uomini illustri, promuovere la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio artistico, tramandare alle nuove generazioni le tradizioni popolari e il dialetto della zona.
I numeri del 2025 (qui in sommario) sono disponibili in sede in versione cartacea.
Pubblicazioni
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