Cesare Viazzi, nato ad Alessandria il 15 giugno 1857, si formò all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida di illustri maestri quali Andrea Gastaldi e Antonio Fontanesi, poi si perfezionò a Roma e quindi a Genova, città in cui si stabilì nel 1893 ottenendo la cattedra di “Figura” all’Accademia Ligustica di Belle Arti (1894-1899). La piena attività artistica del Viazzi iniziò a partire dal 1881, quando esordì alla Promotrice di Torino e continuò negli anni successivi all’Esposizione Nazionale di Venezia (1887), a quella di Bologna (1888) e alle Promotrici genovesi cui partecipò regolarmente dal 1884. Artista ricettivo e sensibile, interprete delle istanze culturali del tempo, fu assiduo frequentatore del Cenacolo del Caffè del Teatro Carlo Felice e membro della Famiglia Artistica Genovese, legato da amicizia con artisti quali G. Pennasilico, A. Figari. G. Meineri. Fu nominato Accademico di merito alla Ligustica, classe pittura, nel 1888. Il critico Germano Beringheli di lui scrive: “La sua fama resta legata ai grandi quadri di figura che rappresentano scene mitologiche e composizioni del teatro lirico; particolarmente riusciti i nudi femminili, che costituiscono oggetto privilegiato dei suoi studi”. Si dedicò inoltre ad altri soggetti quali la marina, il paesaggio, gli animali e la figura, secondo le norme del “verismo”, corrente affermatesi in Italia alla fine del XIX secolo, in consonanza col “naturalismo francese” che prediligeva la rappresentazione di soggetti dalla vita reale. Nel 1906 C. Viazzi abbandonò la cattedra di “Figura” all’Accademia Ligustica e nel 1914 interruppe, sorprendentemente, l’attività artistica ufficiale, dedicandosi al collezionismo e all’antiquariato. L’Autoritratto dell’Accademia Urbense, olio di cm.50×35, simile a quello pubblicato nell’edizione 1962 del “Comanducci”, dipinto secondo la tradizione, tende a rivestire un carattere psicologico. La forma sicura e obiettiva, è costruita su toni freddi e tinte cupe che denotano l’estraneità dell’autore ad ogni forma che rifiuti la tradizione. Il Comune di Predosa intitolò a Cesare Viazzi la via in cui si trova la casa del pittore. Una lapide ne ricorda l’opera e la morte, avvenuta in quel luogo il 27 aprile 1943.

