Tullio Salvatore e Antonio Orazio Quinzio, Signora con ventaglio e Autoritratto

Archivio Quadreria

Spiccate sono le diversità stilistiche delle due opere dei fratelli Tullio Salvatore e Antonio Orazio Quinzio, determinate anche dalle differenti tecniche usate. Da una parte l’elegante figura della Signora con ventaglio, acquarello di cm. 45×26 di Tullio Salvatore Quinzio (1858-1918), permeata dall’atmosfera liberty dell’insieme, nel panneggio morbido dell’abito, nell’ornamento e acconciatura della dama, nella delicatezza dei colori. Dall’altra si percepisce il forte temperamento di Antonio Orazio Quinzio (1856-1928), che nell’ Autoritratto, olio di cm. 50×35, tratta la tela con pennellate dense di colore ottenendo effetti di rilievo plastico che rivelano la sua attività di scultore. Molte furono le analogie nel percorso artistico dei due fratelli. Entrambi furono iniziati all’affresco dal padre Giovanni docente all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Ambedue, vincitori di prestigiosi “Pensionati”, perfezionarono i loro studi a Firenze e Roma e furono, poi, insegnanti all’Accademia Ligustica dal 1894 al 1906. Di Tullio Salvatore Quinzio si trovano affreschi nella chiesa di S.M. Immacolata di Genova e in molte chiese della riviera ligure. Tra i suoi molti lavori si segnala: Signora in verde, Ciociara, Uomo con feluca, che furono esposti nella importante mostra della Pittura dell’Ottocento che si tenne a Genova nel 1926. Alcune sue opere sono esposte nella Galleria di Palazzo Rosso a Genova. Anche Antonio Orazio Quinzio dipinse “a-fresco” in chiese ed edifici pubblici e privati di Genova, Roma e Buenos Aires. Dal 1919 fino alla sua morte diresse le Gallerie Brignole-Sale di Palazzo Bianco e Palazzo Rosso di Genova. Fu anche abile scultore, tanto che una sua pregevole scultura venne esposta nel 1934 alla Biennale di Venezia.