1. Nasce una rivista. Nel settembre 1986 nel panorama editoriale ovadese usciva una nuova rivista di carattere culturale e storico, a cura dell’Accademia Urbense di Ovada, “IJrbs. Silva et Flumen” appunto.
Tra gli “uomini che fecero l’impresa” (scusandoci per tutte le dimenticanze ed omissioni) il Presidente deli ‘Accademia Giorgio Oddini, Nino Natale Proto, Alessandro Laguzzi, Paolo Bavazzano, Remo Alloisio, Giuseppe Pipino, Giacomo Gastaldo, con Franco Pesce come primo impaginatore. Era un numero esiguo, un sedicesimo in bianco e nero, con poche illustrazioni, e con la “cornice” ancora in nero. Nelle presentazioni Giorgio Oddini spiegava dottamente il perché del nome della rivista “Urbs. Silva et flumen”, mentre Alessandro Laguzzi ne Il perché di un giornale tracciava le linee programmatiche di lungo periodo, tuttora ancora validissime. La rivista fu immediatamente un motivo di orgoglio per I’Accademia Urbense e – perché no – per Ovada – anche per una questione un po’campanilistica: i “cugini” di Acqui Terme avevano il prestigioso Premio Acqui Storia, ma non potevano ancora fregiarsi di una rivista locale. Per tutto il 1986 e il 1987 furono numeri unici. Finalmente, con l’autorizzazione del Tribunale di Alessandria n. 363 dal 18.12.1987, il primo numero del 1988 divenne il primo numero ufficiale della rivista, o come si suol dire Anno I, n. 1. Ma a noi piace far partire la storia dal settembre 1986.
Alessandro Laguzzi è stato Direttore della rivista dal 1986 sino alla scomparsa, successivamente ed attualmente ricopre la carica Paolo Bavazzano; come Direttore responsabile dopo Franco Pesce si sono avvicendati Enrico Scarsi, Lorenzo Bottero e attualmente Luisa Russo.
2. Quarant’anni di crescita. E proprio dal settembre 1986 ad oggi sono stati pubblicati ben l3l numeri della rivista – previsti in 4 all’anno, ma in qualche caso due numeri accorpati, alle stampe anche diversi preziosi supplementi – per un totale di ben 8.836 pagine (Fonte: Ivo Gaggero). Nel rinnovato sito dell’Accademia Urbense APS, in corso di costante aggiornamento (www.accademiaurbense.it, a cura di Luciana Repetto), grazie al lavoro di Giacomo Gastaldo e Ivo Gaggero tutti i numeri di “IJrbs” dal primo del settembre 1986 sino a tutto il 2024 sono consultabili online in formato pdf (mentre2025 e2026 sono online copertina e sommario e disponibili in cartaceo in sede). Sotto un profilo editoriale la rivista si è evoluta notevolmente, con la caratteristica “cornice” in blu, I ‘avvento del colore non solo in copertina, ma anche e soprattutto nell’arricchito apparato iconografico. Si ampliano – come vedremo – le tematiche, cresce la sezione dedicata alle recensioni, Giorgio Oddini prima e poi Giacomo Gastaldo rendicontano annualmente sulla rivista I ‘attività dell’Accademia Urbense. Inoltre, il numero di pagine è aumentato considerevolmente, sino a superare le 80 in alcuni numeri. “IJrbs” oggi viene pubblicata in circa 400 copie, destinate in prevalenza agli iscritti, ma anche ai Centri di cultura, alle Biblioteche, agli Istituti storici, non solo della provincia di Alessandria, ma di tutta Italia.
Alla base di questa crescita continua ci sono i “contenuti” della rivista – e per questo rimandiamo al paragrafo successivo – ma soprattutto gli iscritti con il loro interesse e passione per la storia ovadese, I ‘appoggio di diverse Amministrazioni Comunali – in particolare del Comune di Ovada – il sostegno del mondo imprenditoriale e di diversi operatori economici di Ovada e dell’Ovadese.
3. Territori, periodi, storie, uomini. Nell’arco di quaranta anni si sono registrati, parallelamente e progressivamente, diversi fatti che si sono trasformati nel tempo delle costanti.
In primo luogo, un ampliamento dei territori studiati. Anche se Ovada è rimasta I ‘oggetto di studio prevalente, sono stati pubblicati studi su tutti gli altri Comuni dell’Ovadese, non solo, ma i territori di indagine si sono estesi anche ad altre zone della provincia, come ad esempio I ‘Acquese e il Novese, insomma il sud della provincia di Alessandria, quando non hanno valicato i confini provinciali e regionali, come l’attenzione prestata alla Valle Stura, a Genova e alla Liguria. In secondo luogo, sotto un profilo cronologico, sono stati pubblicati saggi che spaziano dalla storia antica (in qualche caso al confine con la preistoria) sino alla storia contemporanea. Certo, si notano addensamenti su alcuni periodi particolari, come il Settecento, l’Ottocento e il Novecento, ma anche su altri periodi, come la storia medievale e la storia moderna, sono stati pubblicati significativi e corposi studi. Proprio sotto il profilo dei periodi studiati, si è stabilita nel tempo una corrispondenza biunivoca tra la rivista e diversi volumi editi dall’Accademia. Senza pretesa di completezza citiamo i lavori di Emilio Podestà e di Paola Piana Toniolo, ma anche diversi volumi collettanei, come San Quintino di Spígno, Acqui Terme e Ovada: un millenario (a cura di Laguzzi- Toniolo, 1995), Giacomo Costa e la Ovada della seconda metà dell’Ottocento (Argan, Bavazzano, 1997), Studi di Storia Ovadese (45’di fondazione dell’Accademia Urbense e in memoria di Adriano Bausola, a cura di Laguzzi-Riccardini, 2005), La Valle dell’Orba dalle origini alla nascita degli Stati Nazionali (Pavoni, Podestà, 2008), Ovada dal periodo Napoleonico al Risorgimento (a cura di Laguzzi-Bavazzano, 2011),
In terzo luogo, la storia – le “storie” – pubblicate e raccontate sulla rivista hanno fornito ricostruzionie rappresentazioni del territorio veramente a “n” dimensioni sia per tipologia – storia politica, storia sociale, storia militare, storia religiosa, storia economica, storia della fisica, storia dell’arte, storia del tenitorio e del paesaggio, storia delle comunicazioni, storia naturale, archeologia, architettura, letteratura, cultura popolare, dialetto, ricordi e memorie – che per periodi specifici – ad esempio, storia del Risorgimento, prima e seconda gueffa mondiale, Resistenza, in un continue processo di andata e ritorno dai grandi eventi nazionali- ed in alcuni casi internazionali, come la guerra di successione austriaca o il periodo napoleonico – alle manifestazioni locali. Insomma, storia locale, ma non localistica.
In quarto luogo, questo allargamento dei territori oggetto di studio, dei periodi, delle tipologie di storia, degli argomenti è stato reso possibile da un notevolissimo ampliamento dei collaboratori della rivista, circa 300 (Fonte: stima di Ivo Gaggero). Molti di loro hanno collaborato solo per un saggio o per una recensione, altri sono diventati nel tempo una presenza costante della rivista (e di svariati volumi). Alcuni di loro non sono più tra noi. Ma tutti, sulla scorta delle loro competenze e delle loro passioni, hanno contribuito in maniera decisiva a quanto scritto prima e cioè all’ampliamento dei territori studiati, all’allargamento dei periodi analizzati, ad aggettivare sempre più la storia – le “storie” – davvero, ripetiamo’ una storia a “n” dimensioni. A tutti loro un profondo ringraziamento. Ci sarà modo, in futuro, di ricordarli e di citarli tutti. In questa sede – e in assoluta buona fede crediamo di non fare torto a nessuno – ci pare doveroso citare Alessandro Laguzzi e Paolo Bavazzano, sia per quanto hanno scritto sulla rivista e non solo, sia soprattutto per I ‘oscuro lavoro quotidiano rivolto alla pubblicazione di “Urbs”.
4.La mostra. 131 numeri della rivista sono tanti, oggettivamente troppi per una mostra, una scelta si poneva come obbligatoria. E allora abbiamo puntato su alcuni criteri, perfettamente coscienti che non esauriscono i contenuti della rivista, ma che ne rappresentano tappe importanti: i numeri significativi (il primo numero, il primo numero ufficiale, I ‘ultimo numero), i parecchi numeri monografici e i numeri speciali, i numeri che ricordavano ricorrenze, avvenimenti e persone importanti nella vita dell’Accademia Urbense, nella rivista e, più in generale, nella cultura ovadese.
5. Per non concludere. E ‘una frase di prammatica che usiamo sempre. L’intenzione dell’Accademia Urbense APS è quella – ovvia – di proseguire nella pubblicazione della rivista, che nella configurazione editoriale mantiene la sua validità estetica e riconoscibile. Semmai, pochi accorgimenti tipografici e nella strutturazione dell’indice.
L’impegno di fondo è quello di continuare ad indagare la storia di Ovada, dell’Ovadese e delle zone limitrofe – in tutte le sue dimensioni e periodi – con serietà e la necessaria scientificità, ma – attenzione bene – non fine a sé stessa, ma rivolta alla più ampia divulgazione possibile, non solo verso gli iscritti, ma verso un pubblico più vasto, anche con momenti pubblici, e con una particolare attenzione verso le scuole di ogni ordine e grado.
Un’ultima notizia. Nel 2027 ricorrono i 70 anni di attività dell’Accademia Urbense APS (1957- 2027). Una ricorrenza estremamente importante per fare un bilancio della pluriennale e poliedrica attività dell’associazione e, sotto questo punto di vista, “Urbs.Silva et Flumen” ne costituisce – insieme a molti altri, of course – un tassello importante.
Giancarlo “Charlie” Subbrero